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Simmetria Warhol

Vernice 14.07.08  h.19
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Teatro
Monumento D’Annunzio 15 luglio-15 agosto 2008

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Libro
Francesco Bruscia:Simmetria Warhol, Edizioni Byblos, 2008
a cura di Erminia Turilli

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Francesco Bruscia giovane artista marchigiano (Fano 1973) studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino ma affina la sua sensibilità artistica frequentando Mimmo Rotella, Mark Kostabi, Mario Giacomelli, Omar Galliani, Bruno Ceccobelli, Bruno D’arcevia, Valter Gasperoni, Ubaldo Bartolini, Gilberto Grilli. Nella galleria paterna, UnArte di Fano, sin dall’infanzia conosce e frequenta artisti significativi per lo sviluppo del suo stile e critici d’arte (come Enrico Crispolti e Italo Tomassoni, Achille Bonito Oliva, Bruno Ceci, Valerio Volpini, Giuseppe Gatt) con i quali dibatte i temi della Pop Art e la personalita’ artistica di Andy Warhol, a cui progressivamente si avvicina. Arriva al successo con le opere sull’Icona delle icone: Marylin Monroe,e al mito della sua sensualita’  dedica nella sua carriera piu’ di  trenta ritratti,ma esalta nelle sue opere  anche  Brigitte Bardot,Liz Taylor,Audrey Hepburn… . Espone a Miami al Miami Art Basel (2006), a Roma nel Festival del Cinema (2006) e nella Settimana  della  Moda (2006), al Chateau de Breteil di Parigi (2003), allo Sporthaus Strolz di Leach in Austria e Gstaad in Svizzera, oltre che in varie gallerie italiane di Bologna, Roma, Ischia, Portorotondo. E’ molto apprezzato per i suoi ritratti dallo star system della moda e del cinema contemporaneo.

 

A ottant’anni dalla nascita del grande maestro della modernita’  newyorchese Andy Warhol(nato a Pittsburg in Pensilvania il 6 agosto 1928), Francesco Bruscia intende con questa mostra  Simmetria Warhol, allestita nelle Sale espositive del Teatro Monumento “Gabriele D’Annunzio”di Pescara dal 15 luglio a 15 agosto 2008, tributargli un omaggio con tredici quadri (50 per 50) di cui uno con Linda Evangelista che indossa l’abito di Versace con le Marilyn di Warhol. In queste intense fotografie rielaborate con tecnica mista, Warhol lavora nella sua Factory,ritrae Grace Jones ,viene ritratto con la sua inseparabile macchina fotografica, con Jean-Michel Basquiat, con Francesco Bruscia, in intensi profili d’autore o immerso fra le sue opere delle grandi star del cinema hollywoodiano o intento alla composizione di grafiche floreali. Una seconda sezione della mostra è dedicata a dodici grandi stelle della musica fotografate al Festival Jazz di Pescara  in estreme ed ispirate pose interpretative: N:Cole, S. Vaugan, K.Jarret,P.Metheny… . Qui il mito della Bellezza,colto wildianamente come ultima certezza esistenziale e l’epos del femminino come sogno avvolgente, conducono l’artista  a scegliere le fotografie simbolo della Dolce Vita, gli scatti fondamentali della storia del costume e a loro restituisce un’altra vita, li salva dalla morte piatta (R. Barthes), decorando sapientemente gli abiti e i gioielli. E’ questo un rito di vestizione dell’anima, dell’identita’, che cresce e si accentua fino allo spasimo estetico. Gli sfondi dai toni metallici in oro o argento isolano la figura dal contesto, la consegnano all’artista che, con elaboratissimi decori di glitter, smalti, cristalli, la trascende e la divinizza in un’aura epica, mitologica. L’intimità rimane impressa nello sguardo, che dall’alto fluisce verso lo spettatore inebriandolo di gioia e catturandolo in quel tempo immoto fuori dal tempo. E’ proprio questa immediata sensazione che conduce il visitatore al desiderio del possesso del quadro come avviene nel Ritratto di Dorian Gray  di Oscar Wilde, per fargli assorbire la manque esistenziale, il vuoto negativo, il caveau a vertigine del suo inconscio.